Roco E636 055 Art. 43605

Aggiornare una vecchia Roco E636: Parte I

Un saluto a tutti i lettori del blog. Colgo l’occasione per scusarmi per la lunghissima assenza e la mancanza di aggiornamenti; conto di pubblicare nuovi articoli con maggiore frequenza da ora in avanti.

Introduzione

Nell’ultimo periodo sono venuto in possesso di alcune E636 Roco di vecchia produzione, conosciute come ‘Musone’. Perché musone, vi chiederete? (a meno che non lo sappiate già). Roco iniziò la produzione della serie 636 a partire dal 1989, andando finalmente a coprire una porzione di mercato in cui gli appassionati potevano contare solo sulle vecchissime produzioni Rivarossi, oramai fuori scala (erano ancora in scala 1:80) e scarne di dettagli, in quanto gli stampi risalivano al 1958 e vennero usati fino al 1980. Al contrario il livello di dettaglio raggiunto delle casse e degli aggiuntivi di queste Roco, almeno per l’epoca, era veramente ottimo, e formava un binomio eccezionale con una meccanica e una forza di trazione assolutamente eccellente anche ai giorni nostri.
Purtroppo però i progettisti austriaci commisero un errore nel riportare le misure reali in scala, e le cabine di queste macchine risultano all’incirca 2 mm più larghe di quello che dovrebbero essere. Alcuni appassionati si sono prodigati in modifiche piuttosto pesanti sulle semicasse e sul telaio, riportandoli alle dimensioni corrette, ma la procedura è tutt’altro che semplice e rapida.
Esiste anche un secondo errore di proporzioni, che interessa i fori tra gli isolatori: la distanza tra quelli anteriori e posteriori è minore rispetto allo standard delle locomotive in scala H0, rendendo difficile la sostituzione con altri modelli (ne parlerò successivamente).

Come ammodernare la vecchietta austriaca

Circa due settimane prima di scrivere questo articolo, sui vari gruppi Facebook di compravendita di materiale rotabile in scala, ho trovato l’annuncio dell’amico Angelo, che metteva in vendita una E636 019 Roco, cod. 43607, nello schema di colori Castano Isabella con coprigiunto basso, boccole a strisciamento e pantografi 42, all’epoca assegnata al deposito di Foggia; venne messa a catalogo nell’anno 1990. Il venditore aveva specificato che l’articolata necessitava di alcune riparazioni nella parte estetica: era mancante di tutti i respingenti, di una ghiera dei fanali, di una scaletta dei manovratori sulla semicassa b e dei vomeri. La parte meccanica, invece, come da tradizione Roco, nonostante i 27 anni compiuti dalla ‘signorina’ non presenta problemi di sorta: i modelli ‘made in Austria’ (quelli di produzione attuale, come praticamente tutto o quasi, è assegnata in outsourcing presso aziende asiatiche) sono dei carri armati, indistruttibili, pesanti e con una forza di trazione quasi ineguagliabile. Dopo una brevissima trattativa ho concluso l’acquisto, e Angelo mi ha fatto recapitare in tempi record la musona, pronta ad essere trasformata come una moderna ‘Cenerentola’…

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La prima considerazione da fare era se salvare o meno le semicasse originali: per questo mi è venuto in aiuto eBay, dove ho trovato in vendita dei ricambi assolutamente nuovi, benché privi di aggiuntivi, se non per i prismi dei fanali e le relative ghiere, ad un costo veramente interessante; inoltre in questo modo avrei risolto in un colpo solo il problema della scaletta e delle ghiere. Dopo aver vinto l’asta (fortunatamente senza rilanci…) ho atteso pazientemente, grazie alle Poste Italiane, la consegna delle semicasse di ricambio.

Roco E636 019 Art. 43607
Contemporaneamente ero fermamente interessato a sostituire gli orribili (come visibili nelle foto) pantografi Sommerfeldt montati da Roco in quel periodo, e fino a buona parte degli anni 2000, sulle proprie macchine. Come ho scritto in precedenza non è una cosa semplice come potrebbe sembrare, poiché la distanza tra i fori degli isolatori anteriori e posteriori è inferiore allo standard 1:87 non permettendo quindi l’uso dei pantografi di moderna concezione comunemente in vendita. Per fortuna, in mio aiuto, è arrivato l’amico Roberto, che già nelle precedenti due occasioni in cui ho acquistato altrettante E.636 Roco ‘musone’ mi ha fornito degli ottimi e bellissimi pantografi già assemblati di marca Lineamodel, di dimensioni corrette ma con i fori alla giusta distanza, con una posizione a riposo realistica a differenza degli originali. In questo caso, avendo egli esaurito i 42 con strisciante piatto, ho ordinato dei 42LR centinati.

Pantografi Lineamodel 42LR

Il problema pantografi era stato risolto, come quello delle ghiere e delle semicasse. Mancavano ancora i respingenti e i vomeri. Per i primi avrei optato per un ordine presso Roco, ma al momento in cui scrivo, i respingenti color castano sono esauriti. Per fortuna, la prima E636 080 Blu orientale / Grigio perla musona che mi accaparrai era sprovvista dei respingenti del colore corretto, quindi ordinai il ricambio e tenni da parte i quattro, di colore nero, con cui era equipaggiata all’acquisto. Con un breve lavoro di preparazione con il primer, e verniciatura ad aerografo con il castano Puravest mi sono ritrovato con quattro respingenti adatti. Per i vomeri invece mi sono rivolto al mio ‘spacciatore’ di fiducia, al secolo mio padre: la sua scatola degli aggiuntivi delle meraviglie in questi casi è una manna.

Roco E636 019 Art. 43607
Completato il puzzle non restava che spogliare le vecchie semicasse degli aggiuntivi e dettagli: il compito si è reso più facile del previsto, grazie allo splendido lavoro ingegneristico della casa madre: tutto è fissato senza colla, e di conseguenza facilmente rimuovibile; basta essere attenti a non danneggiare i vari componenti e procedere con pazienza, riponendo i piccoli dettagli all’interno di buste o contenitori, così da non perderli. Una volta concluso il lavoro di rimozione ho installato tutto sulle nuove semicasse, di nuovo procedendo con pazienza: il risultato finale è visibile nelle varie foto a corredo dell’articolo.

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Non restava che il compito più semplice, cioè installare le semicasse sul telaio della E636, posizionare i vomeri fissandoli con i respingenti, e installare i REC. La vecchia E636 019 diventava così, almeno formalmente, una Roco E636 055, Codice 43605.

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Con questo si conclude la prima parte dell’aggiornamento della cara vecchietta E636. Nella seconda parte procederò con le modifiche sulla parte elettronica, sostituendo il vecchio PCB con uno di nuova concezione, prodotto da Almrose, che permette la digitalizzazione della locomotiva mediante un decoder a 21 poli, insieme alla sostituzione delle vecchie lampadine a incandescenza con dei micro-led.

A presto con la seconda parte!

Francesco
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Francesco

Nasce nel 1981 tuttavia se ne rende conto solo qualche anno dopo.
Figlio di un ferroviere passa l'infanzia tra treni in scala 1:1, stazioni e depositi ferroviari. Se a questo aggiungete che il padre è anche un collezionista di treni in scala H0 la frittata è fatta. Collezionista da non tantissimo ma appassionato da sempre, adesso è impegnato nel far crescere la propria collezione ferromodellistica.
Francesco
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