D443 Modificata

Da Lima Hobby Line D.445 a D.443 autocostruita

D.443 Modificata

Da un po’ di tempo possedevo D.445 Lima Hobby Line cardanica di ultima produzione, per intendersi la serie costruita dal 2010 in avanti. Bisogna dire che a livello meccanico ed elettronico si presenta come una macchina piuttosto valida e costruita in modo più che dignitoso valutando il rapporto qualità/prezzo a cui viene proposta; purtroppo però – visto appunto il target – il livello di dettaglio della cassa non è di certo di livello eccelso. Qualche mese fa venni in possesso di una cassa di una D.345 Roco, che però non si adatta sul telaio della D.445 in quanto quest’ultima è decisamente più lunga di circa 1,5 cm.

Mio padre, anch’egli ferromodellista, qualche tempo fa si era accaparrato un set di accessori tra cui una cassa di una D.443 XMPR Os.Kar completamente aggiuntivata e mancante solo dei due panconi frontali.

In quel momento non avevo fatto 1+1, ma quando, sempre mio padre, ha acquistato una D.443 1013 Os.Kar venendo in possesso dei due panconi mancanti, visto che nella confezione ne forniscono sempre due in più oltre a quelli già montati, ho provato a fare la pazzia.

Inizialmente ho comparato le dimensioni delle due casse: combaciavano. Ho provato quindi ad inserire quella Os.Kar per vedere cosa andasse modificato (ero pressochè certo che tutto non potesse adattarsi al primo colpo) ed infatti le cabine di guida originali, troppo alte, toccavano sulla scatola della vite senza fine della trasmissione cardanica. Successivamente ho smontato le cabine originali e quelle Lima e ho creato le scanalature presenti nelle prime sulle seconde, così da permettere l’incastro. Dopo un paio di prove sono entrate e si sono fissate da sole alla struttura; comunque per sicurezza le ho rinforzate internamente con un paio di gocce di colla cianoacrilica.

Il secondo scoglio, se così lo vogliamo chiamare, è stato quello di innestare la cassa sulla struttura: non si allineava fino in fondo e il problema era causato dalla sede per la predisposizione dello speaker (posta centralmente nella parte alta interna della cassa) che andava a toccare sulla scheda elettronica della locomotiva. Il problema è stato risolto in un paio di minuti con poco olio di gomito e tanto Dremel.

Dopo questo passaggio la cassa calzava perfettamente sul telaio e si appoggiava bene sugli angoli, cosa quasi sorprendente a dire il vero. L’ultima cosa che rimaneva da fare era D.443 Modificatacapire come fissare le due parti insieme; dopo averci pensato per un po’ ho deciso di creare due scanalature nella parte inferiore frontale da entrambe le estremità del telaio così da farvi innestare dentro le strutture interne dei respingenti molleggiati dei due panconi: estraendoli un pochino la cassa si distacca dal telaio, mentre rimettendoli a posto essi vanno a fissare tutto in maniera più che salda (posso tirare la locomotiva in blocco senza rischi prendendola dalla cassa).

Prima di concludere il lavoro restavano due problemi di gravità minore da risolvere: il primo era che la cassa presentava tre scalette su quattro rotte e mancanti. Ho attinto di nuovo alla cassa della D.345 Roco che mi ha fornito i pezzi necessari, li ho spianati e incollati pervia limatura dei punti di giunzione sulla cassa; dopo che la colla si è asciugata ho dipinto tutte e quattro le scalette in nero opaco poiché quelle prese dalla Roco erano di colore grigio mentre quella già presente sulla cassa della D.443 era nera. Il secondo problema era causato dalla mancanza dei tergicristalli, ma anche questo era di poco conto e l’ho risolto in pochi minuti prendendoli sempre dalla povera cassa oramai mutilata della D.345 Roco. Li ho inseriti in posizione dopo aver allargato a mano i corrispondenti fori con una punta da trapano per modellismo e successivamente li ho incollati.

Devo dire di essere molto soddisfatto del risultato raggiunto: siamo d’accordo, la base è di una D.445 e la cassa di una D.443, ci sono delle incongruenze, non sarà bellissima a vedersi, il numero di serie laterale e dei panconi non corrisponde e sono dovuto ricorrere ad alcuni compromessi, ma secondo me è un grande aggiornamento rispetto ad una Lima Hobby Line standard… e poi mi sono divertito tantissimo.

Complessivamente il lavoro è durato circa 3 ore.

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Francesco

Nasce nel 1981 tuttavia se ne rende conto solo qualche anno dopo.
Figlio di un ferroviere passa l'infanzia tra treni in scala 1:1, stazioni e depositi ferroviari. Se a questo aggiungete che il padre è anche un collezionista di treni in scala H0 la frittata è fatta. Collezionista da non tantissimo ma appassionato da sempre, adesso è impegnato nel far crescere la propria collezione ferromodellistica.
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